Differenza Fap e Dpf Il filtro antiparticolato riduce le emissioni delle polveri sottili allo scarico delle automobili diesel (a gasolio). Esistono due tipologie di filtri antiparticolato.
- Filtro attivo antiparticolato (FAP)
- Diesel Particulate Filter (DPF)
Il filtro attivo antiparticolato è conosciuto anche con la sigla FAP (dal francese "filtre à parcicules"). E' una tecnologia lanciata dal gruppo PSA Peugeot-Citroen agli inizi degli anni duemila. Una centralina miscela il gasolio con una sostanza chimica (ossido di cerio o "cerina") in grado di catturare le polveri sottili trasformandole in agglomerati più grandi del particolato in modo da essere intercettati dal filtro antiparticolato. L'additivo è situato in uno speciale serbatoio da cinque litri presente nel veicolo fin dall'uscita dalla fabbrica, da rabboccare ogni 50-60 mila chilometri (il dato preciso è indicato dalla casa produttrice nel libretto di manutenzione del veicolo). Periodicamente gli agglomerati catturati dal filtro vengono bruciati tramite una post-iniziezione che aumenta la temperatura dei gas di scarico (cd "rigenerazione" del filtro antiparticolato). Generalmente l'operazione di rigenerazione avviene ogni trecento chilometri quando l'automobile sta percorrendo tratti extra-urbani. Il dispositivo Diesel Particulate Filter (DPF) è simile al filtro antiparticolato ma si basa su una tecnologia diversa. Il filtro DPF non utilizza un additivo chimico per catturare le polveri sottili. Non hanno quindi bisogno di rabboccare la cerina nel serbatoio. Il particolato viene bloccato da una speciale gabbia (filtro) e bruciato con una post-iniezione che aumenta la temperatura dei gas di scarico. Le temperature di ripulitura del filtro sono generalmente più elevate rispetto a quelle del filtro antiparticolato (Fap).
08 / 09 / 2010
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