BIOCARBURANTI Tutti parlano di biocarburanti ma pochi sanno esattamente di cosa si tratta. Iniziamo subito col dire che l’olio di colza non è un biocarburante bensì soltanto la materia prima. Sarebbe come confondere il petrolio con la benzina e pensiamo che nessuno abbia mai pensato di mettere il greggio nel proprio serbatoio.
I carburanti di origine vegetale sono estratti dagli oli di colza, di soia e di girasole e successivamente lavorati per produrre un carburante alternativo al gasolio. In questo caso parliamo di biodiesel. I vantaggi ambientali sono enormi. Le emissioni inquinanti di CO2 si riducono alla stessa quantità impiegata dalle piante per crescere, inoltre le emissioni di particolato si abbassano del 20-50%. L’uso del biodiesel non richiede modifiche al motore, vanno comunque verificate caso per caso le parti meccaniche e giunture. E’ una bufala che sa dell’incredibile? No, basti pensare che il primo motore diesel della storia, costruito dal sig. Diesel, funzionava con oli vegetali. Piuttosto è incredibile che non si sappia della sua esistenza.
Il sostituto vegetale della benzina è il bioetanolo. Questo carburante viene estratto dalla canna da zucchero ed utilizzato in modelli particolari di auto cosiddette Flex o BioPower. Anche nel caso del bioetanolo le emissioni di CO2 si riducono alla quantità assorbita dalla pianta, quelle di zolfo si abbattono del tutto. Il bioetanolo è anche riconosciuto con la sigla E85, una miscela composta da 85% etanolo e 15% benzina. Il paese dove viene prodotto e utilizzato bioetanolo è il Brasile. Fare il pieno di bioetanolo in Brasile costa il 40% in meno e produce reddito per una grande filiera di produttori agricoli nazionali. La decisione di investire nei biocarburanti venne presa negli anni ’70 in piena crisi petrolifera. Oggi il Brasile produce ogni anno 15 miliardi l. di bioetanolo. Non tutti sanno che la casa automobilistica leader nei motori Flex in Brasile è proprio la nostra Fiat. Andando in Brasile potrete tranquillamente acquistare una Punto o una Palio Flex.
L’Unione Europea crede nei biocarburanti ed ha fissato per il 2010 l’obiettivo di coprire il 5,75% della domanda di carburanti tramite etanolo e biodiesel. Purtroppo l’Italia marcia in forte ritardo. Nella Finanziaria 2005 è stato tagliato il contingente defiscalizzato di biodiesel da 300mila tonnellate a 200mila. L’incremento degli stanziamenti per il bioetanolo non sarà sufficiente per raggiungere gli obiettivi europei.
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