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CAR SHARING La congestione causata dal traffico automobilistico e l'impatto sullo smog urbano richiedono interventi diversi e complementari tra loro: zone a traffico limitato, rete di trasporto pubblico, piste ciclabili, car pooling, automobili con minore impatto inquinante ecc.
Tra le iniziative sostenibili troviamo anche il car-sharing che rovescia il concetto di proprietà per favorire l'uso "on demand" dell'autovettura. Nel caso del car sharing sono gli stessi individui a determinare gli itinerari di spostamento utilizzando un'automobile "pubblica".
Si paga soltanto il servizio ed il chilometraggio. Le spese automobilistiche, ad eccezione del carburante, sono sostenute dalla società di car sharing. L'automobile "pubblica" viene offerta dalle società autorizzate a fornire il servizio di car sharing sulla base di un parco auto di loro proprietà. L'offerta in car sharing consente di utilizzare un mezzo senza dover necessariamente acquistare un'automobile di proprietà. Basti pensare alla seconda automobile acquistata al solo scopo di garantire la mobilità individuale a tutti i membri della famiglia o per usi occasionali. Con il car sharing si evitano anche le spese fisse annuali per l'assicurazione e per il bollo. Se usata in modo congiunto tra più persone, l'auto in car-sharing consente anche di ripartire la spesa per il carburante. Ad esempio, due impiegati della stessa azienda possono recarsi al proprio lavoro con un'automoile in carsharing dividendo il costo del servizio e del carburante.
Il car sharing permette anche altri vantaggi pratici. L'automobile non si deprezza col tempo. Al termine del servizio "on demand" è sufficiente riconsegnare la vettura per sceglierne un'altra tra i modelli disponibili nel parco in car sharing. Il servizio car sharing produce indirettamente anche lo svecchiamento del parco circolante poiché disincentiva il possesso delle "vecchie" seconde auto. Inolte, i veicoli nel parco in car sharing devono rispettare obbligatoriamente gli standard fissati dalla UE in tema di emissioni inquinanti e sicurezza, nonché di rumorosità.
La storia del car sharing. Le prime forme di car sharing sono state organizzate in Svizzera nel 1987. I vantaggi sociali sono stati immediatamente ben evidenti: risparmio economico per gli utenti, minore inquinamento in città, riduzione del traffico urbano. Oggi il servizio è in piena fase di sviluppo nei paesi del nord Europa dove il servizio in car sharing viene offerto con logica d'impresa. Per usufruire al servizio ci si associa al circuito che eroga il servizio e si ritira la vettura "on demand" nella zona di parcheggio più vicina scegliendo tra quelle disponibili nella flotta car sharing.
Perché il car sharing riduce il traffico? E' stato osservato che ogni auto in car sharing sostituisce 5/6 auto private e riduce i chilometri percorsi annualmente dall'utente che rinuncia al possesso a vantaggio di una mobilità combinata. L'introduzione del car sharging consente a più persone di usare l'auto soltanto per il tempo strettamente necessario.
In conclusione. Il car sharing rappresenta un buon punto d'incontro tra il sistema di trasporto collettivo e la mobilità privata.
E in Italia? Purtroppo in Italia il car sharing è ancora poco conosciuto. I Comuni italiani hanno il compito di incentivare associazioni o imprese ad organizzare e realizzare il servizio.
06/11/2005
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