ECOINCENTIVI ALLA ROTTAMAZIONEAl nuovo Governo sottoponiamo l'attenzione sul ritorno degli ecoincentivi alla rottamazione del parco auto usato come politica di intervento anti smog.
Il problema dello smog urbano. L'inquinamento urbano è un costo sociale scaricato brutalmente sui cittadini, l'incremento delle malattie respiratorie e l'insorgenza di allergie penalizza chi è costretto a vivere in città o negli ingorghi del traffico, senza limiti d'età. Anche i bambini sono sottoposti ad una cattiva qualità dell'aria urbana. L'Europa impone giustamente limiti sempre più restrittivi di controllo ma la pratica di demandare il compito dell'intervento alle autorità locali non sembra essere efficace e nemmeno lungimirante. Lo smog non è un fenomeno locale, un sindaco può soltanto imporre un blocco del traffico che non risolve il problema dello smog e nemmeno lo tampona. Molti comuni italiani, in particolar modo nella Pianura Padana, sono penalizzati dalla conformazione morfologica del territorio che impedisce la rapida dispersione degli elementi inquinanti e delle PM10. C'è ben poco da fare per un sindaco o una giunta comunale.
La causa del problema. In Italia gran parte del parco circolante non rispetta l'euro4, sono vecchie automobili inquinanti il cui impatto sullo smog è decine di volte superiore ad una nuova utilitaria. E' particolarmente alto soprattutto l'impatto dei vecchi diesel sul particolato. Vietare la loro circolazione è però socialmente poco equo, non tutti sono in grado di affrontare la spesa d'acquisto di un'automobile nuova e l'automobile, in questi casi, è il mezzo per recarsi al lavoro e sopperire ai disservizi o all'assenza del trasporto pubblico.
Gli ecoincentivi alla rottamazione. E' qui entra in gioco una soluzione, penalizzata negli ultimi anni: la politica degli ecoincentivi a favore della rottamazione delle vecchie automobili in cambio di un cospicuo incentivo all'acquisto. L'esperienza del passato ha dimostrato come gli ecoincentivi non gravino sui conti pubblici in quanto sempre compensati dall'entrata fiscale ottenuta dall'i.v.a. delle nuove automobili acquistate. In questo modo si avvicinerebbe all'acquisto chi non ha possibilità economiche per cambiare l'automobile e si eliminerebbero definitivamente dal mercato dell'usato automobili con anzianità superiori a 7-8 anni senza penalizzare le fasce economicamente più deboli della società. L'ecoincentivo sarebbe infatti concesso soltanto nel caso in cui la vecchia automobile è riconsegnata al concessionario e destinata alla rottamazione, avviata al riciclaggio senza essere reintrodotta nel mercato dell'usato.
16/04/2006
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