Fare benzina agli ipermercati Il Rapporto dell'Osservatorio sulle Liberalizzazioni (Rapporto Cermes Bocconi Federdistribuzione 2008) ha fotografato la situazione italiana sul versante della distribuzione dei carburanti e le sue differenze rispetto agli altri paesi europei. In Italia sono attive circa 22.450 stazioni di servizio contro le 8.400 della Spagna, le 9.700 del Regno Unito, le 13.500 della Francia e le 15.000 della Germania. Il self-service è ancora poco diffuso. Il 90% delle stazioni di servizio inglesi, francesi e tedesche offrono agli automobilisti un'alternativa self-service, in Italia soltanto il 28% delle stazioni di servizio. Altra differenza tra l'Europa e l'Italia riguarda la gestione stessa delle stazioni di servizio. Nel nostro paese è raro trovare nelle stazioni punti vendita non-oil che altrove costituiscono un'importante fonte di reddito alternativa per i gestori degli impianti. Altro aspetto caratterizzante del nostro paese è elevata l'integrazione verticale delle compagnie petrolifere in tutte le fasi del processo produttivo: raffinazione, stoccaggio, logistica e distribuzione. Difficile ingresso sul mercato per i nuovi competitor. L'ingresso nel mercato da parte di operatori esterni è ostacolata da regolamenti e normative regionali talvolta contrarie alle stesse normative europee, come dimostra la procedura d'infrazione aperta dalla Commissione Europea nel 2005 nei confronti dell'Italia in merito alla libertà di stabilimento di ogni impresa europea in qualunque Paese dell'Unione Europea. Ci si attende ora il via libera della vendita di carburante anche nella grande distribuzione. Secondo il Rapporto di Federdistribuzione l'apertura di nuovi 500 impianti presso le strutture commerciali garantirebbe ai clienti sconti del 10% sul prezzo finale e una quota di mercato pari al 9,5%. Cosa più importante di tutte, l'ingresso di nuovi competitori costituirebbe uno stimolo importante all'ammodernamento per l'intera rete distributiva.
20081006
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